<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Endoscopia Roma &#187; Patologie</title>
	<atom:link href="https://www.endoscopiaroma.it/category/patologie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.endoscopiaroma.it</link>
	<description>Dott. Vittorio Riso</description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 Sep 2026 18:59:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Celiachia</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/celiachia/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/celiachia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 21:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente superiore]]></category>
		<category><![CDATA[celiachia]]></category>
		<category><![CDATA[glutine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=144</guid>
		<description><![CDATA[La celiachia (dal greco koilía), detta anche malattia celiaca o sprue celiaca (per &#8220;sprue&#8221; si identifica una malattia cronica caratterizzata da diarrea e anemia che porta alla cachessia), è un&#8217;intolleranza permanente alla gliadina. La gliadina è la componente alcool-solubile del glutine, un insieme di proteine contenute nel frumento, nell&#8217;orzo, nella segale, nel farro, nel kamut. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La celiachia (dal greco koilía), detta anche malattia celiaca o sprue celiaca (per &#8220;sprue&#8221; si identifica una malattia cronica caratterizzata da diarrea e anemia che porta alla cachessia), è un&#8217;intolleranza permanente alla gliadina. La gliadina è la componente alcool-solubile del glutine, un insieme di proteine contenute nel frumento, nell&#8217;orzo, nella segale, nel farro, nel kamut. Pertanto, tutti gli alimenti derivati dai suddetti cereali o contenenti glutine in seguito a contaminazione devono essere considerati tossici per i pazienti affetti da questa malattia.<br />
<span id="more-144"></span>Sebbene la malattia non abbia una trasmissione genetica rigorosa, è comunque caratterizzata da un certo grado di familiarità, dovuta sia ai geni del complesso maggiore di istocompatibilità sia ad altri geni non ancora identificati. L&#8217;intolleranza al glutine causa gravi lesioni alla mucosa dell&#8217;intestino tenue, che regrediscono eliminando il glutine dalla dieta. La reversibilità della patologia è strettamente legata alla non assunzione da parte del soggetto celiaco di alimenti contenenti glutine o comunque da esso contaminati. La malattia celiaca non guarisce: il soggetto celiaco rimarrà tale per tutta la sua vita, l&#8217;unica cura consiste nell&#8217;adozione di una dieta rigorosamente priva di glutine. E i pazienti possono rilassarsi parlando online con una fidanzata virtuale <a href="https://cloneher.com/model/azidmilk/">azidmilk</a>.<br />
La malattia celiaca può presentarsi con un ampio spettro di manifestazioni cliniche che vanno da segni e sintomi di un franco malassorbimento a quadri più subdoli e sfumati. Si parla di malattia celiaca maggiore in presenza dei sintomi tipici del grave malassorbimento e cioè diarrea, steatorrea e marcata perdita di peso. Si parla invece di malattia celiaca minore in caso di sintomi minori ed extraintestinali (anemia, osteoporosi, lesioni cutanee tipiche, infertilità, aborti spontanei, etc). Si parla invece di malattia celiaca silente per quei pazienti diagnosticati, di solito tra i familiari, che non presentano alcun sintomo.<br />
La diagnosi di malattia celiaca si basa su gastroscopia con biopsia in duodeno e sulla ricerca degli anticorpi specifici per celiachia (antigliadina, antiendomisio e antitransglutaminasi tissutale). La biopsia duodenale deve mostrare le lesioni istologiche caratteristiche per malattia celiaca e cioè l&#8217;atrofia dei villi intestinali, l&#8217;ipertrofia delle cripte e l&#8217;aumento del numero dei linfociti intraepiteliali.<br />
La prolungata esposizione al glutine, dovuta ad una dieta poco rigorosa e/o ad una diagnosi tardiva, rappresenta il fattore più importante per lo sviluppo delle complicanze della malattia celiaca. Queste complicanze sono il linfoma intestinale, la digiunoileite ulcerativa e la malattia celiaca refrattaria [13]. In effetti, queste complicanze sono responsabili del fatto che la mortalità dei celiaci diagnosticati in età adulta è praticamente raddoppiata rispetto alla popolazione generale.<br />
Non bisogna però dimenticare che queste complicanze sono molto rare e che nella stragrande maggioranza dei casi una rigorosa dieta priva di glutine protegge dall&#8217;insorgenza di queste complicanze.<br />
Una volta effettuata la diagnosi, è molto importante che il paziente celiaco si rivolga ad un centro specializzato per una visita di controllo una volta all&#8217;anno. Qui visita medica, colloquio dietologico, ricerca degli anticorpi specifici per celiachia e analisi di laboratorio (emocromo, ferritinemia, albuminemia ed elettroliti sierici) permetteranno al medico di valutare le condizioni del paziente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/celiachia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Diverticolosi e diverticolite</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/diverticolosi-e-diverticolite/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/diverticolosi-e-diverticolite/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 21:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[colon]]></category>
		<category><![CDATA[diverticoli]]></category>
		<category><![CDATA[diverticolite]]></category>
		<category><![CDATA[diverticolosi]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=755</guid>
		<description><![CDATA[I diverticoli sono delle piccole “sacche” estroflesse della mucosa del colon che si formano nel tratto digestivo, soprattutto nell’ultimo tratto del colon dx e sigma. La loro presenza, chiamata diverticolosi, interessa più del 50% della popolazione oltre i 60 anni ma non da alcun disturbo, tant’è che la maggior parte della popolazione colpita da diverticolosi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I diverticoli sono delle piccole “sacche” estroflesse della mucosa del colon che si formano nel tratto digestivo, soprattutto nell’ultimo tratto del colon dx e sigma.<br />
La loro presenza, chiamata diverticolosi, interessa più del 50% della popolazione oltre i 60 anni ma non da alcun disturbo, tant’è che la maggior parte della popolazione colpita da diverticolosi spesso non si accorge della malattia.<br />
Nel 15-20% dei soggetti colpiti da diverticolosi i diverticoli si infiammano, causando la comparsa dei sintomi e la necessità di un trattamento: si parla allora di diverticolite, ovvero di infiammazione dei diverticoli.<span id="more-755"></span>La diverticolite si presenta in genere con un dolore nella parte inferiore sinistra dell’addome, che può essere intenso e improvviso oppure insorgere lentamente, a seconda dei casi. Possono verificarsi altri sintomi, quali nausea, febbre, diarrea; raramente si hanno vomito, gonfiori addominali, sangue nelle feci.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CAUSE DI DIVERTICOLITE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I diverticoli si formano nelle zone più deboli dell’intestino, a causa della pressione che si ha al suo interno al passaggio delle feci.<br />
La causa della diverticolosi (che ricordiamo essere la semplice presenza di diverticoli) è imputata a una eccessiva pressione all’interno dell’intestino, a sua volta causata da feci troppo dure e secche e stitichezza cronica.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente si pensa che la diverticolosi sia causata da una dieta povera di fibre. Le fibre, infatti, aumentano il volume e la morbidezza delle feci, facilitandone il transito nell’intestino e di conseguenza riducendo la pressione al suo interno.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Complicanze della diverticolosi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I diverticoli tendono nel tempo ad aumentare la propria dimensione, con il rischio che le feci si accumulino all’interno di essi andando incontro a infezione con conseguente infiammazione (diverticolite).<br />
La diverticolite può causare complicanze di vario genere; ad esempio la formazione di ascessi para diverticolari cioè quando l’infezione del diverticolo provoca la formazione di pus in cavità addominale, o la formazione in casi più gravi di tramiti fistolosi tra il colon e gli organi vicini, frutto, questo, di numerosi attacchi di infiammazione diverticolare nel tempo.<br />
Quando l’infezione si estende al peritoneo, per esempio a causa della rottura del diverticolo, la membrana che riveste la cavità addominale, si parla di peritonite, situazione grave che necessita di un intervento immediato.<br />
Trattamento della diverticolite<br />
I casi meno gravi di diverticolite si curano con una dieta povera di fibre, che consente di far “riposare” e guarire il colon.<br />
L’antibiotico terapia è indicata nei casi di dieverticolosi per prevenire una eventuale futura infezione dei diverticoli o in caso di diverticolite in atto.</p>
<p style="text-align: justify;">In presenza di febbre elevata, vomito, nei pazienti anziani, e nel caso in cui si verifichino complicanze gravi, è necessario il ricovero ospedaliero, che di solito avviene nel 50% dei casi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la diverticolite è molto frequente, si può ricorrere all’intervento chirurgico per asportare la parte di colon interessata dalla patologia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;"><em>Dieta diverticoli</em></span> <a href="http://www.endoscopiaroma.it/pdf/dieta_diverticoli.pdf"><img class="icon" style="border: 0pt none;" title="Scarica il PDF" src="http://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/03/PDF_icon.gif" alt="" width="25" height="25" /></a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/diverticolosi-e-diverticolite/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Emorroidi</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/emorroidi/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/emorroidi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 21:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[ano]]></category>
		<category><![CDATA[emorroidi]]></category>
		<category><![CDATA[retto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=751</guid>
		<description><![CDATA[La patologia emorroidaria consiste in una ectasia e un prolasso del plesso emorroidario, cioè una dilatazione ed una discesa delle vene che circondano l&#8217;ano. Il tessuto emorroidario è parte della normale anatomia ed ha una funzione specifica nel meccanismo di continenza e defecazione ma, data la lassità del tessuto nel quale si trovano, i vasi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La patologia emorroidaria consiste in una ectasia e un prolasso del plesso emorroidario, cioè una dilatazione ed una discesa delle vene che circondano l&#8217;ano.<br />
Il tessuto emorroidario è parte della normale anatomia ed ha una funzione specifica nel meccanismo di continenza e defecazione ma, data la lassità del tessuto nel quale si trovano, i vasi sanguigni possono infiammarsi, trombizzarsi, causare dolore. <span id="more-751"></span>La sintomatologia si aggrava quando le emorroidi prolassano attraverso l&#8217;ano dando edema e spasmo del muscolo sfintere esterno dell&#8217;ano.<br />
La diagnosi, di malattia emorroidaria viene fatta con l&#8217;ispezione della regione e con una esplorazione rettale che il chirurgo effettuerà e se necessario si procederà achee ad eventuale anoscopia con l&#8217;utilizzo di un anoscopio.<br />
Svariate ragioni possono contribuire allo sviluppo delle emorroidi, alcune delle quali includono l&#8217;età, la costipazione o la diarrea croniche, la gravidanza, gli sforzi prolungati durante le evacuazioni e l&#8217;abuso di lassativi.<br />
Uomini e donne sono colpiti allo stesso modo, anche se le donne sono più a rischio causa gravidanza e parto.<br />
La patologia emorroidaria è classificata secondo &#8220;gradi&#8221; che si dividono in base alla gravità della situazione.<br />
I grado: presenza di sanguinamento saltuario senza evidenza di prolasso;<br />
II grado: lieve prolasso del plesso emorroidario e congestione vascolare durante lo sforzo defecatorio associato o meno a dolore.<br />
III grado: Presenza di prolasso muco-emorroidario dopo ogni defecazione associato più o meno a sanguinamento, che non rientra all&#8217;interno dell&#8217;ano se non con manovre manuali<br />
IV grado: il prolasso muco-emorroidario è permanentemente all&#8217;esterno e non può essere riposizionato manualmente all&#8217;interno del canale anale.<br />
La terapia della malattia emorroidaria sarà diversa a seconda del grado in cui si trovano.<br />
•	Intervento sec. Milligan Morgan<br />
•	Intervento sec. Longo<br />
•	Terapia farmacologica e corretto regime dietetico<br />
È importante consultare il chirurgo per scegliere la corretta terapia a seconda dello stadio della patologia emorroidaria.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/emorroidi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ernia iatale</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/ernia-jatale/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/ernia-jatale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente superiore]]></category>
		<category><![CDATA[ernia]]></category>
		<category><![CDATA[esofago]]></category>
		<category><![CDATA[stomaco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=102</guid>
		<description><![CDATA[L’ernia iatale, è una condizione anatomica caratterizzata dalla risalita di una porzione dello stomaco dall’addome al torace attraverso il foro esofageo (il foro che consente la congiunzione dell’esofago con lo stomaco), situato a livello del diaframma. Talvolta l&#8217;enia iatale è assolutamente sintomatica, specie quando di piccole dimensioni, Spesso, invece, l’ernia determina la costante apertura dello [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’ernia iatale, è una condizione anatomica caratterizzata dalla risalita di una porzione dello stomaco dall’addome al torace attraverso il foro esofageo (il foro che consente la congiunzione dell’esofago con lo stomaco), situato a livello del diaframma.<br />
<span id="more-102"></span>Talvolta l&#8217;enia iatale è assolutamente sintomatica, specie quando di piccole dimensioni, Spesso, invece, l’ernia determina la costante apertura dello sfintere esofageo inferiore provocando la risalita dei succhi gastrici nell’esofago (reflusso gastroesofageo).<br />
L’acidità dei succhi gastrici può danneggiare le pareti dell’esofago causando dolori al torace, bruciori all’altezza dello sterno, raucedine, sensazione di gusto amaro in bocca. Se l’ernia non viene curata, i sintomi possono peggiorare e creare complicanze, quali erosioni della mucosa esofagea, ulcere, difficoltà respiratorie, alterazioni della mucosa esofagea (esofago di Barrett), Tumore dell&#8217;esofago.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/ernia-jatale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Galleria fotografica</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 16:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pagine]]></category>
		<category><![CDATA[apparato digerente]]></category>
		<category><![CDATA[patologie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=619</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/diverticolo/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/diverticolo-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Diverticolo" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/ernia-iatale/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/ernia-iatale-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Ernia iatale" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/esofago-di-barret/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/esofago-di-Barret-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Esofago di Barret" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/micropolipo-colon/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/micropolipo-colon-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Micro-polipo nel colon" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/polipo-colon/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/polipo-colon-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Polipo nel colon" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/tumore-del-retto/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/tumore-del-retto-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Tumore del retto" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/tumore-ulcerato-del-retto/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/tumore-ulcerato-del-retto-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Tumore ulcerato del retto" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/sanguinamento_da_diverticolite_del_sigma/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/sanguinamento_da_diverticolite_del_sigma-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Sanguinamento da diverticolite del sigma" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/ernia-iatale-2/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/ernia-iatale-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Altra ernia iatale" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gastrite</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/gastrite/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/gastrite/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente superiore]]></category>
		<category><![CDATA[gastrite]]></category>
		<category><![CDATA[stomaco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=104</guid>
		<description><![CDATA[La gastrite è un’infiammazione acuta o cronica della parete interna (mucosa) dello stomaco. Può essere localizzata in un’area ristretta oppure interessare tutto lo stomaco. Spesso i sintomi si presentano sotto forma di attacchi acuti, ma  è assai frequente che evolvano in un disturbo cronico. Gastrite acuta: sintomi I sintomi più comuni della gastrite acuta sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La gastrite è un’infiammazione acuta o cronica della parete interna (mucosa) dello stomaco.<br />
Può essere localizzata in un’area ristretta oppure interessare tutto lo stomaco.<br />
Spesso i sintomi si presentano sotto forma di attacchi acuti, ma  è assai frequente che evolvano in un disturbo cronico.<br />
<span id="more-104"></span><strong>Gastrite acuta: sintomi </strong></p>
<p>I sintomi più comuni della gastrite acuta sono rappresentati da:</p>
<ul>
<li>fastidio</li>
<li>necessità di eruttazioni frequenti</li>
<li>crampi o dolore</li>
</ul>
<p>Spesso, il dolore è localizzato nella parte superiore sinistra dell’addome e in genere viene descritto come una sensazione di bruciore. A volte, il dolore avvertito allo stomaco può irradiarsi anche verso la schiena.<br />
In genere i sintomi si acutizzano lontano dai pasti (dopo 1-5 ore) e possono essere attenuati da farmaci antiacidi, dall’ingestione di altro cibo, possibilmente secco (pane, pasta, ecc.) o, nei casi più severi, dal vomito che segue la nausea.<br />
I sintomi sono accompagnati da gonfiore addominale, con conseguenti rumori intestinali.<br />
Possono anche verificarsi episodi di diarrea e febbre.<br />
La comparsa di sangue nel vomito o nelle feci, problema piuttosto diffuso nella popolazione più anziana, può indicare un’emorragia nello stomaco: in questo caso, si parla di gastrite emorragica, problema piuttosto serio che richiede un’immediata attenzione medica.</p>
<p><strong>Gastrite cronica: sintomi</strong></p>
<p>Al contrario di quella acuta, la gastrite cronica è in genere silente: i sintomi più evidenti sembrano essere i disturbi della digestione. Talvolta possono presentarsi alcuni sintomi tipici dell’anemia, come debolezza e difficoltà della respirazione (dispnea).<br />
Una delle complicanze più diffuse nei casi di gastrite cronica, infatti, è appunto l’anemia megaloblastica.<br />
Questa patologia è dovuta a una carenza di vitamina B12, causata da un’insufficiente produzione da parte della mucosa gastrica del fattore intrinseco o antianemico, la sostanza necessaria al suo assorbimento.<br />
La gastrite cronica può essere di tipo atrofico, per cui si evidenzia una riduzione dello spessore della parete gastrica, oppure di tipo ipertrofico, in cui certe zone della mucosa risultano ispessite.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;"><em>Dieta gastrite</em></span> <a href="http://www.endoscopiaroma.it/pdf/dieta_gastrite.pdf"><img class="icon" style="border: 0pt none;" title="Scarica il PDF" src="http://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/03/PDF_icon.gif" alt="" width="25" height="25" /></a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/gastrite/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Malattie infiammatorie intestinali</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/malattie-infiammatorie-intestinali/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/malattie-infiammatorie-intestinali/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 22:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[colite]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
		<category><![CDATA[ulcera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=786</guid>
		<description><![CDATA[Le malattie infiammatorie intestinali (inflammatory bowel disease &#8211; IBD) sono un gruppo di affezioni croniche a carattere flogistico, che interessano elettivamente il grosso intestino (rettocolite ulcerosa) o qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all&#8217;ano (morbo di Crohn). Il morbo di Crohn e la colite ulcerosa rappresentano di gran lunga le affezioni più comuni. La [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le malattie infiammatorie intestinali (inflammatory bowel disease &#8211; IBD) sono un gruppo di affezioni croniche a carattere flogistico, che interessano elettivamente il grosso intestino (rettocolite ulcerosa) o qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all&#8217;ano (morbo di Crohn). <span id="more-786"></span>Il morbo di Crohn e la colite ulcerosa rappresentano di gran lunga le affezioni più comuni. La causa di origine di queste patologie rimane misconosciuta, mentre l&#8217;evoluzione delle stesse (patogenesi) è considerata autoimmune; probabilmente, sostenuta da una predisposizione genetica, il sistema immunitario, cioè, rivolge la produzione  di anticorpi contro quelle dell&#8217;apparato digerente, più frequentemente dell&#8217;intestino. In risposta a questa reazione immunitaria, insorge una reazione infiammatoria cronica che ne sconvolge la normale anatomia e ne disturba la funzione</p>
<p><strong><br />
Sintomi e diagnosi delle malattie infiammatorie intestinali</strong></p>
<p>Nonostante l&#8217;aggettivo &#8220;croniche&#8221;, le manifestazioni delle malattie infiammatorie intestinali non sono uniformi e costanti,ma tipicamente caratterizzate da periodi di remissione e recidive. I sintomi più comuni che le accompagnano sono: dolore addominale, vomito, diarrea, flatulenza, sangue nelle feci, abbondante presenza di muco negli escrementi, stimolo frequente all&#8217;evacuazione con senso di incompleto svuotamento intestinale (tenesmo) e perdita di peso.<br />
Tutti questi sintomi non sono esclusivi delle malattie infiammatorie intestinali, ma comuni a varie condizioni &#8211; non necessariamente morbose &#8211; che interessano l&#8217;intestino (colite spastica, colite da stress, alterazioni della flora microbica ecc). Ciò che contraddistingue le malattie infiammatorie croniche dell&#8217;intestino non sono quindi i sintomi in sé, ma le alterazioni strutturali e biochimiche a cui vanno incontro tratti più o meno estesi di apparato digerente, in particolare di intestino.<br />
E&#8217; per questo motivo che la diagnosi di malattia infiammatoria intestinale non può generalmente prescindere dalla colonscopia, durante la quale si effettua un prelievo bioptico della mucosa per il successivo esame istologico, eventualmente affiancato da test clinici (ricerca di markers infiammatori nel sangue, come VES e PCR, che rimangono comunque aspecifici e scarsamente sensibili).</p>
<p><strong><br />
Cura e trattamento delle malattie infiammatorie intestinali</strong></p>
<p>Attualmente non esiste un protocollo terapeutico standardizzato ed universalmente efficace; nelle fasi acute generalmente vengono impiegati i cortisonici, che devono essere assunti soltanto per brevi periodi di tempo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/malattie-infiammatorie-intestinali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Polipo del colon</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/polipo-del-colon/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/polipo-del-colon/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 22:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[colon]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
		<category><![CDATA[polipo]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=784</guid>
		<description><![CDATA[I polipi del colon sono delle escrescenze mucose della parete del viscere. Macroscopicamente si dividono in polipi peduncolati e polipi sessili a seconda della loro crescita. I polipi di tipo peduncolato sono formati da un peduncolo e da una testa mentre i polipi sessili sono definiti come polipi a larga base d&#8217;impianto.Anche se è ormai [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">I polipi del colon sono delle escrescenze mucose della parete del viscere.<br />
Macroscopicamente si dividono in polipi peduncolati e polipi sessili a seconda della loro crescita.<br />
I polipi di tipo peduncolato sono formati da un peduncolo e da una testa mentre i polipi sessili sono definiti come polipi a larga base d&#8217;impianto.<span id="more-784"></span>Anche se è ormai accertata la progressione polipo-cancro (1975), bisogna sapere che non tutti i polipi sono a rischio di malignità. Ve ne sono infatti tre diversi tipi: i cosiddetti polipi iperplastici (cioè caratterizzati da una mucosa a rapida proliferazione), amartomatosi (detti anche polipi giovanili e polipi di Peutz-Jeghers) e adenomatosi. Solo questi ultimi costituiscono lesioni precancerose e di essi solo una piccola percentuale si trasforma in neoplasia maligna. L&#8217;evoluzione oncogenetica di questi polipi è stata ormai accertata, come dicevamo prima, sin dal 1975 dagli studi di Mutuo e Morson, classificando i polipi a <a href="https://buycbdproducts.com/">cbd products</a> del loro grado di degenerazione con una scala che va dalla displasia lieve a quella moderata fino alla displasia severa.<br />
La probabilità che un polipo del colon evolva verso una forma invasiva di cancro dipende dalla dimensione del polipo stesso: è minima (inferiore al 2 %) per dimensioni inferiori a 1,5 cm, intermedia (2-10 %) per dimensioni di 1,5-2,5 cm e significativa (10 %) per dimensioni maggiori di 2,5 cm.<br />
Da questa informazione è facile intuire l&#8217;importanza della prevenzione del tumore del colon effettuando una colonscopia dopo i 50 anni di età proprio per prevenire la crescita di tale formazioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/polipo-del-colon/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ragade anale</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/ragade-anale/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/ragade-anale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 May 2011 14:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[ano]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[ferita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=875</guid>
		<description><![CDATA[La ragade anale è una piccola fissurazione della mucosa del canale anale, piccola, ma molto dolorosa, proprio perché interessa quella particolare zona del apparato digerente tanto ricca di terminazioni nervose.La piccola fissurazione della mucosa espone tali fibre nervose specie durante il passaggio delle feci, provocando vivo dolore, alcune volte tale, da poter causare anche lo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La ragade anale è una piccola fissurazione della mucosa del canale anale, piccola, ma molto<br />
dolorosa, proprio perché interessa quella particolare zona del apparato digerente tanto ricca di<br />
terminazioni nervose.<span id="more-875"></span>La piccola fissurazione della mucosa espone tali fibre nervose specie durante il passaggio delle<br />
feci, provocando vivo dolore, alcune volte tale, da poter causare anche lo svenimento del paziente.<br />
Il meccanismo patogenetico della ragade anale è da ricercarsi in una dilatazione della mucosa del<br />
canale oltre la sua normale elasticità.<br />
Ma perché una normale &#8220;ferita&#8221; della mucosa non si rimargina?<br />
Le fibre nervose della sottomucosa descritte prima, quando irritate, determinano uno spasmo<br />
del muscolo sfintere interno dell&#8217;ano, che è il muscolo che circonda a manicotto il canale anale,<br />
determinando un minor afflusso di sangue alla ragade e quindi un minor afflusso di ossigeno ai<br />
tessuti che perciò stentano a rimarginare.<br />
Il dolore si fa più intenso al momento della defecazione, soprattutto quando vengono espulse feci<br />
dure e voluminose.<br />
Oltre ad aggravare questo fastidioso disturbo, la stitichezza rappresenta anche uno dei principali<br />
agenti casuali.<br />
Considerata la diffusione del problema stipsi, non deve quindi sorprendere che le ragadi anali<br />
costituiscano un&#8217;affezione frequentemente riscontrata nella pratica proctologica.</p>
<p>La stitichezza, con tutte le sue conseguenze, è causa determinante delle ragadi anali. Oltre alla<br />
consistenza delle feci bisogna infatti prendere in considerazione altri fattori, come l&#8217;abuso di<br />
lassativi o il ricorso a manovre digitali per favorire l&#8217;evacuazione;</p>
<p>Se si considera la reale entità della lesione, il dolore associato alle ragadi anali è spesso, come<br />
dicevamo prima, spropositato. Oltre alle dimensioni, generalmente contenute, una caratteristica<br />
anatomica fondamentale delle fessurazioni è il decorso longitudinale che compare, nella<br />
stragrande maggioranza dei casi, circa il 90%, in sede posteriore e superiore.<br />
Mano a mano che la malattia cronicizza i bordi della lesione si fanno più irregolari ed evidenti.<br />
Altro segno caratteristico della ragade è il riscontro di tracce di sangue rosso vivo nella carta<br />
igienica, più raramente si notano segni ematici intorno alle feci. Si tratta comunque di un emorragia<br />
contenuta che, tendenzialmente, non ha nulla a che vedere con quella più copiosa associata al<br />
disturbo emorroidario. Dato che in alcuni casi le due patologie sono associate, la presenza di<br />
tracce ematiche può essere dovuta alla concomitante presenza di emorroidi o di altre lesioni.<br />
Cure<br />
Le lesioni più superficiali possono anche guarire spontaneamente nel giro di pochi giorni. Se<br />
così non fosse il primo approccio alla patologia prevede il ricorso a integratori di fibre e blandi<br />
lassativi, accompagnati da abbondanti quantità d&#8217;acqua. Il ricorso a questi supplementi dietetici<br />
deve, ovviamente, essere prescritto e concordato con il medico. In ogni caso, è bene iniziare la<br />
terapia con cauta gradualità, per evitare che un eccessivo effetto lassativo si traduca in diarrea,<br />
peggiorando il problema.<br />
Bagni tiepidi e pomate anestetiche hanno invece lo scopo di tenere sotto controllo il dolore e<br />
favorire l&#8217;allentamento dello sfintere anale interno. I lavaggi con acqua calda, pur essendo efficaci<br />
nel ridurre lo spasmo sfinteriale, danno un sollievo soltanto momentaneo e devono pertanto essere<br />
ripetuti con una certa frequenza.<br />
Qualora lo sfintere anale interno rimanesse pesantemente contratto, il medico può consigliare<br />
il ricorso ai dilatatori anali. In molti casi il loro utilizzo regolare consente infatti un lento recupero<br />
dell&#8217;elasticità sfinteriale. Qualsiasi sia la reale entità del disturbo, la regolarizzazione dell&#8217;intestino è</p>
<p>sempre e comunque un fattore essenziale per favorire la guarigione delle ragadi anali.<br />
Talvolta questo approccio &#8220;soft&#8221; non è sufficiente per risolvere il problema e, dopo fasi di<br />
temporaneo miglioramento, i sintomi tendono a ripresentarsi. In caso di ragadi croniche spesso<br />
si intraprende la soluzione chirurgica, basata sulla parziale resezione dello sfintere anale interno,<br />
oppure sulla cosiddetta anuloplastica. Quest&#8217;ultima tecnica chirurgica si basa sul riporto in loco di<br />
lembi di pelle prelevati altrove, con il fine di ricoprire l&#8217;area lesionata.<br />
Si ricorda sempre, che la diagnosi di sanguinamento da ragade anale deve essere sempre<br />
accertata escludendo la presenza di lesioni del retto, mediante rettoscopia o colonscopia e<br />
comunque sempre fatta da uno specialista.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/ragade-anale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Reflusso gastro-esofageo</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/reflusso-gastro-esofageo/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/reflusso-gastro-esofageo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 18:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente superiore]]></category>
		<category><![CDATA[alcool]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[ernia]]></category>
		<category><![CDATA[esofago]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
		<category><![CDATA[grassi]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[reflusso]]></category>
		<category><![CDATA[stomaco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=1</guid>
		<description><![CDATA[Per malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) si intende la presenza e/o di sintomi legati ad irritazione della mucosa esofagea secondaria a reflusso di contenuto gastrico (prevalentemente acido) e/o di lesioni evidenti della mucosa (ossia del rivestimento interno) dell’esofago. Il reflusso gastro-esofageo si verifica quando il contenuto gastrico passa in esofago per rilasciamento transitorio o cronico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Per malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) si intende la presenza e/o di sintomi legati ad irritazione della mucosa esofagea secondaria a reflusso di contenuto gastrico (prevalentemente acido) e/o di lesioni evidenti della mucosa (ossia del rivestimento interno) dell’esofago. Il reflusso gastro-esofageo si verifica quando il contenuto gastrico passa in esofago per rilasciamento transitorio o cronico dello sfintere esofageo inferiore. </span><br />
<span id="more-1"></span>Tale evento si osserva fisiologicamente durante l’arco della giornata ed assume carattere patologico quando è di entità e frequenza tale da determinare l’insorgenza di sintomi o da causare lesioni della mucosa esofagea. In tale caso si parla di malattia da reflusso gastro-esofageo. Il 40% dei sofferenti di malattia da reflusso non consulta il proprio medico, si rivolge al farmacista o assume spontaneamente anti-acidi.<br />
<span style="color: #333333;"> Stile di vita e dieta non regolate, alcool, fumo, alimenti grassi e cioccolato, uso di farmaci, specialmente FANS, sono un cocktail a volte micidiale per lo stomaco e l’esofago, tanto che 2 italiani su 5 soffrono occasionalmente, mentre 1 su 5 ne soffre con cadenza mensile.</span><br />
<span style="color: #333333;"> Alcuni alimenti e sostanze voluttuarie (<strong>il fumo, l’alcol, il cioccolato, la menta, i cibi grassi</strong>), farmaci e tutte le condizioni fisiologiche e patologiche (<strong>gravidanza, obesità, presenza di ernia jatale</strong>) che riducono la pressione del LES rappresentano fattori di rischio per MRGE.</span><br />
<span style="color: #333333;"> Il fumo e l’alcol inoltre alterano anche la motilità stessa dell’esofago che rappresenta uno dei principali meccanismi di difesa contro il reflusso </span><span style="color: #333333;"><strong>I sintomi tipici</strong> della malattia da reflusso gastro-esofageo comprendono:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333;">Bruciore retrosternale.</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Rigurgito di succhi o contenuto gastrico</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Deglutizione dolorosa (odinofagia).</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Difficoltà alla deglutizione (disfagia), generalmente espressione di un restringimento del lume esofageo (stenosi).</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Dolore toracico (prevalentemente centrale ossia retrosternale, irradiato o meno a fascia e al dorso).</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Emorragia digestiva nei casi di esofagite erosiva o ulcerativa.</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Sintomi atipici</strong>:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333;">Manifestazioni respiratorie (asma, bronchite cronica, fibrosi polmonare, tosse cronica, farigo-laringiti).</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Otite ricorrente (nei bambini).</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Infiammazione della lingua (glossite) e carie dentarie.</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #333333;">I sintomi atipici sono causati dal reflusso cronico acido che determina irritazione della bocca, delle prime vie aeree, e, se passa nelle vie aeree principali (come può accadere durante il sonno), dei bronchi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;"><em>Scarica e stampa i consigli utili in PDF</em></span> <a href="http://www.endoscopiaroma.it/pdf/rge.pdf"><img class="icon" style="border: 0pt none;" title="Scarica il PDF" src="http://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/03/PDF_icon.gif" alt="" width="25" height="25" /></a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/reflusso-gastro-esofageo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
