<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Endoscopia Roma</title>
	<atom:link href="https://www.endoscopiaroma.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.endoscopiaroma.it</link>
	<description>Dott. Vittorio Riso</description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 Sep 2026 18:59:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Ragade anale</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/ragade-anale/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/ragade-anale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 May 2011 14:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[ano]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[ferita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=875</guid>
		<description><![CDATA[La ragade anale è una piccola fissurazione della mucosa del canale anale, piccola, ma molto dolorosa, proprio perché interessa quella particolare zona del apparato digerente tanto ricca di terminazioni nervose.La piccola fissurazione della mucosa espone tali fibre nervose specie durante il passaggio delle feci, provocando vivo dolore, alcune volte tale, da poter causare anche lo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La ragade anale è una piccola fissurazione della mucosa del canale anale, piccola, ma molto<br />
dolorosa, proprio perché interessa quella particolare zona del apparato digerente tanto ricca di<br />
terminazioni nervose.<span id="more-875"></span>La piccola fissurazione della mucosa espone tali fibre nervose specie durante il passaggio delle<br />
feci, provocando vivo dolore, alcune volte tale, da poter causare anche lo svenimento del paziente.<br />
Il meccanismo patogenetico della ragade anale è da ricercarsi in una dilatazione della mucosa del<br />
canale oltre la sua normale elasticità.<br />
Ma perché una normale &#8220;ferita&#8221; della mucosa non si rimargina?<br />
Le fibre nervose della sottomucosa descritte prima, quando irritate, determinano uno spasmo<br />
del muscolo sfintere interno dell&#8217;ano, che è il muscolo che circonda a manicotto il canale anale,<br />
determinando un minor afflusso di sangue alla ragade e quindi un minor afflusso di ossigeno ai<br />
tessuti che perciò stentano a rimarginare.<br />
Il dolore si fa più intenso al momento della defecazione, soprattutto quando vengono espulse feci<br />
dure e voluminose.<br />
Oltre ad aggravare questo fastidioso disturbo, la stitichezza rappresenta anche uno dei principali<br />
agenti casuali.<br />
Considerata la diffusione del problema stipsi, non deve quindi sorprendere che le ragadi anali<br />
costituiscano un&#8217;affezione frequentemente riscontrata nella pratica proctologica.</p>
<p>La stitichezza, con tutte le sue conseguenze, è causa determinante delle ragadi anali. Oltre alla<br />
consistenza delle feci bisogna infatti prendere in considerazione altri fattori, come l&#8217;abuso di<br />
lassativi o il ricorso a manovre digitali per favorire l&#8217;evacuazione;</p>
<p>Se si considera la reale entità della lesione, il dolore associato alle ragadi anali è spesso, come<br />
dicevamo prima, spropositato. Oltre alle dimensioni, generalmente contenute, una caratteristica<br />
anatomica fondamentale delle fessurazioni è il decorso longitudinale che compare, nella<br />
stragrande maggioranza dei casi, circa il 90%, in sede posteriore e superiore.<br />
Mano a mano che la malattia cronicizza i bordi della lesione si fanno più irregolari ed evidenti.<br />
Altro segno caratteristico della ragade è il riscontro di tracce di sangue rosso vivo nella carta<br />
igienica, più raramente si notano segni ematici intorno alle feci. Si tratta comunque di un emorragia<br />
contenuta che, tendenzialmente, non ha nulla a che vedere con quella più copiosa associata al<br />
disturbo emorroidario. Dato che in alcuni casi le due patologie sono associate, la presenza di<br />
tracce ematiche può essere dovuta alla concomitante presenza di emorroidi o di altre lesioni.<br />
Cure<br />
Le lesioni più superficiali possono anche guarire spontaneamente nel giro di pochi giorni. Se<br />
così non fosse il primo approccio alla patologia prevede il ricorso a integratori di fibre e blandi<br />
lassativi, accompagnati da abbondanti quantità d&#8217;acqua. Il ricorso a questi supplementi dietetici<br />
deve, ovviamente, essere prescritto e concordato con il medico. In ogni caso, è bene iniziare la<br />
terapia con cauta gradualità, per evitare che un eccessivo effetto lassativo si traduca in diarrea,<br />
peggiorando il problema.<br />
Bagni tiepidi e pomate anestetiche hanno invece lo scopo di tenere sotto controllo il dolore e<br />
favorire l&#8217;allentamento dello sfintere anale interno. I lavaggi con acqua calda, pur essendo efficaci<br />
nel ridurre lo spasmo sfinteriale, danno un sollievo soltanto momentaneo e devono pertanto essere<br />
ripetuti con una certa frequenza.<br />
Qualora lo sfintere anale interno rimanesse pesantemente contratto, il medico può consigliare<br />
il ricorso ai dilatatori anali. In molti casi il loro utilizzo regolare consente infatti un lento recupero<br />
dell&#8217;elasticità sfinteriale. Qualsiasi sia la reale entità del disturbo, la regolarizzazione dell&#8217;intestino è</p>
<p>sempre e comunque un fattore essenziale per favorire la guarigione delle ragadi anali.<br />
Talvolta questo approccio &#8220;soft&#8221; non è sufficiente per risolvere il problema e, dopo fasi di<br />
temporaneo miglioramento, i sintomi tendono a ripresentarsi. In caso di ragadi croniche spesso<br />
si intraprende la soluzione chirurgica, basata sulla parziale resezione dello sfintere anale interno,<br />
oppure sulla cosiddetta anuloplastica. Quest&#8217;ultima tecnica chirurgica si basa sul riporto in loco di<br />
lembi di pelle prelevati altrove, con il fine di ricoprire l&#8217;area lesionata.<br />
Si ricorda sempre, che la diagnosi di sanguinamento da ragade anale deve essere sempre<br />
accertata escludendo la presenza di lesioni del retto, mediante rettoscopia o colonscopia e<br />
comunque sempre fatta da uno specialista.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/ragade-anale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Malattie infiammatorie intestinali</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/malattie-infiammatorie-intestinali/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/malattie-infiammatorie-intestinali/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 22:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[colite]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
		<category><![CDATA[ulcera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=786</guid>
		<description><![CDATA[Le malattie infiammatorie intestinali (inflammatory bowel disease &#8211; IBD) sono un gruppo di affezioni croniche a carattere flogistico, che interessano elettivamente il grosso intestino (rettocolite ulcerosa) o qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all&#8217;ano (morbo di Crohn). Il morbo di Crohn e la colite ulcerosa rappresentano di gran lunga le affezioni più comuni. La [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le malattie infiammatorie intestinali (inflammatory bowel disease &#8211; IBD) sono un gruppo di affezioni croniche a carattere flogistico, che interessano elettivamente il grosso intestino (rettocolite ulcerosa) o qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all&#8217;ano (morbo di Crohn). <span id="more-786"></span>Il morbo di Crohn e la colite ulcerosa rappresentano di gran lunga le affezioni più comuni. La causa di origine di queste patologie rimane misconosciuta, mentre l&#8217;evoluzione delle stesse (patogenesi) è considerata autoimmune; probabilmente, sostenuta da una predisposizione genetica, il sistema immunitario, cioè, rivolge la produzione  di anticorpi contro quelle dell&#8217;apparato digerente, più frequentemente dell&#8217;intestino. In risposta a questa reazione immunitaria, insorge una reazione infiammatoria cronica che ne sconvolge la normale anatomia e ne disturba la funzione</p>
<p><strong><br />
Sintomi e diagnosi delle malattie infiammatorie intestinali</strong></p>
<p>Nonostante l&#8217;aggettivo &#8220;croniche&#8221;, le manifestazioni delle malattie infiammatorie intestinali non sono uniformi e costanti,ma tipicamente caratterizzate da periodi di remissione e recidive. I sintomi più comuni che le accompagnano sono: dolore addominale, vomito, diarrea, flatulenza, sangue nelle feci, abbondante presenza di muco negli escrementi, stimolo frequente all&#8217;evacuazione con senso di incompleto svuotamento intestinale (tenesmo) e perdita di peso.<br />
Tutti questi sintomi non sono esclusivi delle malattie infiammatorie intestinali, ma comuni a varie condizioni &#8211; non necessariamente morbose &#8211; che interessano l&#8217;intestino (colite spastica, colite da stress, alterazioni della flora microbica ecc). Ciò che contraddistingue le malattie infiammatorie croniche dell&#8217;intestino non sono quindi i sintomi in sé, ma le alterazioni strutturali e biochimiche a cui vanno incontro tratti più o meno estesi di apparato digerente, in particolare di intestino.<br />
E&#8217; per questo motivo che la diagnosi di malattia infiammatoria intestinale non può generalmente prescindere dalla colonscopia, durante la quale si effettua un prelievo bioptico della mucosa per il successivo esame istologico, eventualmente affiancato da test clinici (ricerca di markers infiammatori nel sangue, come VES e PCR, che rimangono comunque aspecifici e scarsamente sensibili).</p>
<p><strong><br />
Cura e trattamento delle malattie infiammatorie intestinali</strong></p>
<p>Attualmente non esiste un protocollo terapeutico standardizzato ed universalmente efficace; nelle fasi acute generalmente vengono impiegati i cortisonici, che devono essere assunti soltanto per brevi periodi di tempo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/malattie-infiammatorie-intestinali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Polipo del colon</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/polipo-del-colon/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/polipo-del-colon/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 22:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[colon]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
		<category><![CDATA[polipo]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=784</guid>
		<description><![CDATA[I polipi del colon sono delle escrescenze mucose della parete del viscere. Macroscopicamente si dividono in polipi peduncolati e polipi sessili a seconda della loro crescita. I polipi di tipo peduncolato sono formati da un peduncolo e da una testa mentre i polipi sessili sono definiti come polipi a larga base d&#8217;impianto.Anche se è ormai [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">I polipi del colon sono delle escrescenze mucose della parete del viscere.<br />
Macroscopicamente si dividono in polipi peduncolati e polipi sessili a seconda della loro crescita.<br />
I polipi di tipo peduncolato sono formati da un peduncolo e da una testa mentre i polipi sessili sono definiti come polipi a larga base d&#8217;impianto.<span id="more-784"></span>Anche se è ormai accertata la progressione polipo-cancro (1975), bisogna sapere che non tutti i polipi sono a rischio di malignità. Ve ne sono infatti tre diversi tipi: i cosiddetti polipi iperplastici (cioè caratterizzati da una mucosa a rapida proliferazione), amartomatosi (detti anche polipi giovanili e polipi di Peutz-Jeghers) e adenomatosi. Solo questi ultimi costituiscono lesioni precancerose e di essi solo una piccola percentuale si trasforma in neoplasia maligna. L&#8217;evoluzione oncogenetica di questi polipi è stata ormai accertata, come dicevamo prima, sin dal 1975 dagli studi di Mutuo e Morson, classificando i polipi a <a href="https://buycbdproducts.com/">cbd products</a> del loro grado di degenerazione con una scala che va dalla displasia lieve a quella moderata fino alla displasia severa.<br />
La probabilità che un polipo del colon evolva verso una forma invasiva di cancro dipende dalla dimensione del polipo stesso: è minima (inferiore al 2 %) per dimensioni inferiori a 1,5 cm, intermedia (2-10 %) per dimensioni di 1,5-2,5 cm e significativa (10 %) per dimensioni maggiori di 2,5 cm.<br />
Da questa informazione è facile intuire l&#8217;importanza della prevenzione del tumore del colon effettuando una colonscopia dopo i 50 anni di età proprio per prevenire la crescita di tale formazioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/polipo-del-colon/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sindrome del colon irritabile</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/sindrome-del-colon-irritabile/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/sindrome-del-colon-irritabile/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 22:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[colon]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=779</guid>
		<description><![CDATA[La sindrome dell&#8217;intestino irritabile (SII o IBS dall&#8217;inglese irritable bowel syndrome) è un disordine della funzione intestinale caratterizzato da dolore addominale in relazione a cambiamenti dell&#8217;alvo (o in senso stitico o in senso diarroico) e con segni di alterata defecazione e distensione addominale.da: Coordinamento Nazionale Docenti Universitari di Gastroenterologia, Cap. 52 &#8211; Sindrome dell&#8217;intestino irritabile [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La sindrome dell&#8217;intestino irritabile (SII o IBS dall&#8217;inglese irritable bowel syndrome) è un disordine della funzione intestinale caratterizzato da dolore addominale in relazione a cambiamenti dell&#8217;alvo (o in senso stitico o in senso diarroico) e con segni di alterata defecazione e distensione addominale.<span id="more-779"></span>da:<br />
<em>Coordinamento Nazionale Docenti Universitari di Gastroenterologia, Cap. 52 &#8211; Sindrome dell&#8217;intestino irritabile in Manuale di Gastroenterologia, Roma, Editrice gastroenterologica italiana, 2007-2009, Pag. 470-479</em></p>
<p style="text-align: justify;">Per definizione, non è possibile identificare un univoco elemento patogenetico che giustifichi lo sviluppo della sindrome dell&#8217;intestino irritabile. Benché siano state avanzate diverse ipotesi, la patogenesi della SII non è tuttora chiara. L&#8217;ipotesi più suggestiva è che le manifestazioni sintomatologiche siano causate da più fattori concorrenti, tra cui la predisposizione genetica, comunque, tra i fattori scatenanti, è indubbio che il profilo psicologico del paziente giochi un ruolo fondamentale nella patogenesi della SII; tale connessione è evidenziata dall&#8217;andamento ricorrente della malattia, con fasi di remissione e riesacerbazione, queste ultime molto frequentemente precedute da intensi stress psicofisici. Il dolore e il fastidio addominale, accompagnati da alterazione dell&#8217;alvo sono inoltre essi stessi causa di stress, ansia ed apprensione, stati emotivi che possono sostenere il circolo vizioso alla base della sindrome dell&#8217;intestino irritabile.<br />
La principale manifestazione della sindrome dell&#8217;intestino irritabile è il dolore. Sovente, i pasti rappresentano gli eventi scatenanti il dolore che, viceversa, tende a diminuire con la defecazione o con la evacuazione di gas. Al dolore si associano senso di tensione e distensione addominale. A seconda delle caratteristiche delle feci vengono distinti quattro gruppi in cui è possibile classificare i pazienti.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li> Pazienti con prevalenza di stipsi</li>
<li> Pazienti con prevalenza di alvo diarroico</li>
<li> Pazienti con alvo tendenzialmente alterno</li>
<li> Pazienti inclassificabili</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">La diagnosi di sindrome dell&#8217;intestino irritabile viene posta se le manifestazioni descritte precedentemente persistono in maniera continua o ricorrente per un periodo di almeno 6 mesi. Benché per definizione la diagnosi si fondi completamente nel contesto anamnestico, è fondamentale escludere, specie in pazienti anziani, mediante esame diagnostico (Colonscopia) la presenza di patologie più importanti che possono presentarsi con la stessa sintomatologia (stenosi del colon, diverticoli, tumore del colon e del retto).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;"><em>Scarica e stampa i consigli utili in PDF</em></span> <a href="http://www.endoscopiaroma.it/pdf/sindrome_colon_irritabile.pdf"><img class="icon" style="border: 0pt none;" title="Scarica il PDF" src="http://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/03/PDF_icon.gif" alt="" width="25" height="25" /></a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/sindrome-del-colon-irritabile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tumore del colon retto</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/tumore-del-colon-retto/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/tumore-del-colon-retto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 22:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[colon]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
		<category><![CDATA[retto]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=775</guid>
		<description><![CDATA[In questa sezione si daranno alcune piccole nozioni sulla patologia, rimandando ad altre sedi una trattazione più completa di un argomento tanto complesso e sfaccettato. Il tumore del colon retto o carcinoma del colon retto, è causato dalla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa che riveste le pareti interne dell&#8217;organo. E&#8217; una delle neoplasie più [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questa sezione si daranno alcune piccole nozioni sulla patologia, rimandando ad altre sedi una trattazione più completa di un argomento tanto complesso e sfaccettato.<br />
Il tumore del colon retto o carcinoma del colon retto, è causato dalla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa che riveste le pareti interne dell&#8217;organo. E&#8217; una delle neoplasie più diffuse e, fortunatamente, negli stadi precoci della malattia può essere efficacemente curata con la chirurgia. Negli ultimi anni, infatti, se il numero di tumori è aumentato, la mortalità è sensibilmente diminuita, grazie, soprattutto, a una migliore informazione sui segni ed i sintomi con i quali si manifesta, alla diagnosi precoce che si effettua con la colonscopia alla sensibilizzazione al problema da parte dei pazienti attenti alla prevenzione ed ai continui progressi nella terapia.<span id="more-775"></span>La sintomatologia del cancro del colon può essere molto sfumata e assolutamente aspecifica. E&#8217; per questo motivo che alcuni sintomi vengono sottovalutati ed è per questo motivo che è molto importante la divulgazione delle informazioni.<br />
I sintomi più importanti sono:<br />
•    presenza di sangue e/o muco nelle feci;<br />
•    alterazioni dell&#8217;alvo con comparsa di diarrea e/o stitichezza;<br />
•    sensazione di evacuazione incompleta dopo lo svuotamento dell&#8217;intestino;<br />
•    dolore o dolenzia;<br />
•    perdita di peso inspiegabile;<br />
•    stanchezza pronunciata;<br />
•    anemia altrimenti inspiegabile;<br />
•    la presenza di masse palpabili all&#8217;interno dell&#8217;addome.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte dei tumori del colon retto deriva dalla trasformazione maligna dei polipi, (vedi foto) che sono il risultato della proliferazione anomala delle cellule della mucosa intestinale. Tuttavia, se la probabilità che un polipo del colon di dimensioni inferiori a 1,5 cm evolva verso una forma maligna di cancro è in generale estremamente bassa (&lt;2%), essa aumenta fino al 10% quando il polipo raggiunge una dimensione superiore a 2,5 cm. viene da se pensare all&#8217;importanza della prevenzione che, come dicevamo prima viene effettuata tramite gli esami endoscopici (colonscopia) o anche tramite la ricerca di sangue occulto nelle feci.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><br />
Programmi di screening del cancro del colon-retto </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rischio normale medio (età&gt;50 anni, assenza di altri fattori di rischio)</strong>:<br />
ricerca sangue occulto annuale, rettosigmoidoscopia con strumento flessibile o colonscopia ogni 5 anni</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rischio moderato:</strong><br />
&#8211; riscontro di adenoma: colonscopia<br />
&#8211; parenti di primo grado con tumore del colon: colonscopia all&#8217;età di 40 anni, o 10 anni prima se familiari hanno presentato il tumore in giovane età<br />
&#8211; parenti di primo grado con adenoma prima di 60 anni: colonscopia all&#8217;età di 40 anni<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rischio elevato</strong>:<br />
&#8211; poliposi familiare: colonscopia a dieci anni di età e valutazione genetica<br />
&#8211; cancro in poliposi non familiare: colonscopia a 20 anni e valutazione ogni 2 anni; dopo 40 anni, colonscopia ogni anno; valutazione genetica<br />
&#8211; malattie infiammatorie del colon: colonscopia ogni 2 anni in colite ulcerosa o Crohn-colite estese a tutto il colon, della durata 8 anni; se colite ulcerosa o Crohn-colite sono limitate al colon sinistro, dopo 12 anni</p>
<p style="text-align: justify;">da:<br />
<em>Parkin DM, Olsen AH, Sasieni P. The potential for prevention of colorectal cancer in the UK. European Journal of Cancer Prevention 2009 Jun;18(3):179-90.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/tumore-del-colon-retto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Diverticolosi e diverticolite</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/diverticolosi-e-diverticolite/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/diverticolosi-e-diverticolite/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 21:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[colon]]></category>
		<category><![CDATA[diverticoli]]></category>
		<category><![CDATA[diverticolite]]></category>
		<category><![CDATA[diverticolosi]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=755</guid>
		<description><![CDATA[I diverticoli sono delle piccole “sacche” estroflesse della mucosa del colon che si formano nel tratto digestivo, soprattutto nell’ultimo tratto del colon dx e sigma. La loro presenza, chiamata diverticolosi, interessa più del 50% della popolazione oltre i 60 anni ma non da alcun disturbo, tant’è che la maggior parte della popolazione colpita da diverticolosi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I diverticoli sono delle piccole “sacche” estroflesse della mucosa del colon che si formano nel tratto digestivo, soprattutto nell’ultimo tratto del colon dx e sigma.<br />
La loro presenza, chiamata diverticolosi, interessa più del 50% della popolazione oltre i 60 anni ma non da alcun disturbo, tant’è che la maggior parte della popolazione colpita da diverticolosi spesso non si accorge della malattia.<br />
Nel 15-20% dei soggetti colpiti da diverticolosi i diverticoli si infiammano, causando la comparsa dei sintomi e la necessità di un trattamento: si parla allora di diverticolite, ovvero di infiammazione dei diverticoli.<span id="more-755"></span>La diverticolite si presenta in genere con un dolore nella parte inferiore sinistra dell’addome, che può essere intenso e improvviso oppure insorgere lentamente, a seconda dei casi. Possono verificarsi altri sintomi, quali nausea, febbre, diarrea; raramente si hanno vomito, gonfiori addominali, sangue nelle feci.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CAUSE DI DIVERTICOLITE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I diverticoli si formano nelle zone più deboli dell’intestino, a causa della pressione che si ha al suo interno al passaggio delle feci.<br />
La causa della diverticolosi (che ricordiamo essere la semplice presenza di diverticoli) è imputata a una eccessiva pressione all’interno dell’intestino, a sua volta causata da feci troppo dure e secche e stitichezza cronica.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente si pensa che la diverticolosi sia causata da una dieta povera di fibre. Le fibre, infatti, aumentano il volume e la morbidezza delle feci, facilitandone il transito nell’intestino e di conseguenza riducendo la pressione al suo interno.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Complicanze della diverticolosi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I diverticoli tendono nel tempo ad aumentare la propria dimensione, con il rischio che le feci si accumulino all’interno di essi andando incontro a infezione con conseguente infiammazione (diverticolite).<br />
La diverticolite può causare complicanze di vario genere; ad esempio la formazione di ascessi para diverticolari cioè quando l’infezione del diverticolo provoca la formazione di pus in cavità addominale, o la formazione in casi più gravi di tramiti fistolosi tra il colon e gli organi vicini, frutto, questo, di numerosi attacchi di infiammazione diverticolare nel tempo.<br />
Quando l’infezione si estende al peritoneo, per esempio a causa della rottura del diverticolo, la membrana che riveste la cavità addominale, si parla di peritonite, situazione grave che necessita di un intervento immediato.<br />
Trattamento della diverticolite<br />
I casi meno gravi di diverticolite si curano con una dieta povera di fibre, che consente di far “riposare” e guarire il colon.<br />
L’antibiotico terapia è indicata nei casi di dieverticolosi per prevenire una eventuale futura infezione dei diverticoli o in caso di diverticolite in atto.</p>
<p style="text-align: justify;">In presenza di febbre elevata, vomito, nei pazienti anziani, e nel caso in cui si verifichino complicanze gravi, è necessario il ricovero ospedaliero, che di solito avviene nel 50% dei casi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la diverticolite è molto frequente, si può ricorrere all’intervento chirurgico per asportare la parte di colon interessata dalla patologia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;"><em>Dieta diverticoli</em></span> <a href="http://www.endoscopiaroma.it/pdf/dieta_diverticoli.pdf"><img class="icon" style="border: 0pt none;" title="Scarica il PDF" src="http://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/03/PDF_icon.gif" alt="" width="25" height="25" /></a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/diverticolosi-e-diverticolite/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Emorroidi</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/emorroidi/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/emorroidi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 21:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente inferiore]]></category>
		<category><![CDATA[ano]]></category>
		<category><![CDATA[emorroidi]]></category>
		<category><![CDATA[retto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=751</guid>
		<description><![CDATA[La patologia emorroidaria consiste in una ectasia e un prolasso del plesso emorroidario, cioè una dilatazione ed una discesa delle vene che circondano l&#8217;ano. Il tessuto emorroidario è parte della normale anatomia ed ha una funzione specifica nel meccanismo di continenza e defecazione ma, data la lassità del tessuto nel quale si trovano, i vasi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La patologia emorroidaria consiste in una ectasia e un prolasso del plesso emorroidario, cioè una dilatazione ed una discesa delle vene che circondano l&#8217;ano.<br />
Il tessuto emorroidario è parte della normale anatomia ed ha una funzione specifica nel meccanismo di continenza e defecazione ma, data la lassità del tessuto nel quale si trovano, i vasi sanguigni possono infiammarsi, trombizzarsi, causare dolore. <span id="more-751"></span>La sintomatologia si aggrava quando le emorroidi prolassano attraverso l&#8217;ano dando edema e spasmo del muscolo sfintere esterno dell&#8217;ano.<br />
La diagnosi, di malattia emorroidaria viene fatta con l&#8217;ispezione della regione e con una esplorazione rettale che il chirurgo effettuerà e se necessario si procederà achee ad eventuale anoscopia con l&#8217;utilizzo di un anoscopio.<br />
Svariate ragioni possono contribuire allo sviluppo delle emorroidi, alcune delle quali includono l&#8217;età, la costipazione o la diarrea croniche, la gravidanza, gli sforzi prolungati durante le evacuazioni e l&#8217;abuso di lassativi.<br />
Uomini e donne sono colpiti allo stesso modo, anche se le donne sono più a rischio causa gravidanza e parto.<br />
La patologia emorroidaria è classificata secondo &#8220;gradi&#8221; che si dividono in base alla gravità della situazione.<br />
I grado: presenza di sanguinamento saltuario senza evidenza di prolasso;<br />
II grado: lieve prolasso del plesso emorroidario e congestione vascolare durante lo sforzo defecatorio associato o meno a dolore.<br />
III grado: Presenza di prolasso muco-emorroidario dopo ogni defecazione associato più o meno a sanguinamento, che non rientra all&#8217;interno dell&#8217;ano se non con manovre manuali<br />
IV grado: il prolasso muco-emorroidario è permanentemente all&#8217;esterno e non può essere riposizionato manualmente all&#8217;interno del canale anale.<br />
La terapia della malattia emorroidaria sarà diversa a seconda del grado in cui si trovano.<br />
•	Intervento sec. Milligan Morgan<br />
•	Intervento sec. Longo<br />
•	Terapia farmacologica e corretto regime dietetico<br />
È importante consultare il chirurgo per scegliere la corretta terapia a seconda dello stadio della patologia emorroidaria.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/emorroidi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Galleria fotografica</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 16:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pagine]]></category>
		<category><![CDATA[apparato digerente]]></category>
		<category><![CDATA[patologie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=619</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/diverticolo/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/diverticolo-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Diverticolo" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/ernia-iatale/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/ernia-iatale-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Ernia iatale" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/esofago-di-barret/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/esofago-di-Barret-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Esofago di Barret" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/micropolipo-colon/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/micropolipo-colon-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Micro-polipo nel colon" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/polipo-colon/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/polipo-colon-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Polipo nel colon" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/tumore-del-retto/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/tumore-del-retto-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Tumore del retto" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/tumore-ulcerato-del-retto/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/tumore-ulcerato-del-retto-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Tumore ulcerato del retto" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/sanguinamento_da_diverticolite_del_sigma/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/sanguinamento_da_diverticolite_del_sigma-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Sanguinamento da diverticolite del sigma" /></a>
<a href='https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/ernia-iatale-2/'><img width="150" height="150" src="https://www.endoscopiaroma.it/wp-content/uploads/2011/04/ernia-iatale-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Altra ernia iatale" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/galleria-fotografica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sintomi frequenti</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/sintomi-frequenti/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/sintomi-frequenti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 16:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pagine]]></category>
		<category><![CDATA[digestione]]></category>
		<category><![CDATA[gastrite]]></category>
		<category><![CDATA[gonfiore]]></category>
		<category><![CDATA[indigestione]]></category>
		<category><![CDATA[nausea]]></category>
		<category><![CDATA[reflusso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=613</guid>
		<description><![CDATA[Sintomi frequenti dell&#8217;apparato digerente superiore Nausea La nausea è una sensazione molto comune. E&#8217; caratterizzata da un senso di malessere indefinito localizzato in epigastrio e alla faringe. Sovente può essere presente una salivazione estremamente abbondante. Le cause intestinali scatenanti la nausea sono molte: dispepsia, gastrite cronica, duodenite, problemi intestinali di varia entità, epatite, cirrosi, calcolosi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 id="s_app_sup" style="text-align: justify;">Sintomi frequenti dell&#8217;apparato digerente superiore</h5>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nausea</strong><br />
La nausea è una sensazione molto comune. E&#8217; caratterizzata da un senso di malessere indefinito localizzato in epigastrio e alla faringe. Sovente può essere presente una salivazione estremamente abbondante. Le cause intestinali scatenanti la nausea sono molte: dispepsia, gastrite cronica, duodenite, problemi intestinali di varia entità, epatite, cirrosi, calcolosi della cistifellea, patologie pancreatiche, gravidanza, ipoglicemia, estremo affaticamento.<br />
Altre cause possono essere di origine neurologica.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gonfiore Post-Prandiale</strong><br />
Questo tipo di sintomo caratterizzato dalla presenza di una intensa sensazione di pienezza post prandiale è associato nella maggior parte dei casi alla presenza di una gastrite e/o  gastroduodenite.<br />
Sono malattie che danno dolore epigastrico, localizzato cioè subito sotto la punta oppure dietro lo sterno, con bruciore, senso di vuoto allo stomaco, nausea e vomito. Sono infiammazioni delle cellule mucose dello stomaco e possono presentarsi in forma acuta o cronica:<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gastrite forma acuta</strong><br />
I sintomi descritti sopra si presentano in genere lontano dai pasti, in modo intenso e spesso accompagnati da senso di costrizione a livello dello stomaco. Le cause sono di solito dovute all&#8217;abuso di alcuni farmaci (Fans) di solito usati come antireumatici o antinfluenzali; abusi alcolici e di caffè; reflusso biliare dal duodeno allo stomaco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gastrite forma cronica</strong><br />
In questo caso i sintomi descritti sono più sfumati e possono essere caratterizzati dalla dispepsia (gonfiore, nausea, eruttazioni, bocca amara, pesantezza di stomaco) complicata però dal bruciore (o pirosi gastrica) che può essere mitigato mangiando. Oltre alle cause già descritte per la dispepsia (alimentazione scorretta, stress) è stato individuato un germe che sembra essere presente nello stomaco di gran parte dei gastritici, l’helicobacter pylori. Questo batterio si stabilisce sulla superficie interna dello stomaco determinando un processo infiammatorio delle cellule, attraverso la produzione di alcune tossine. Altri esami per svelare la presenza del batterio sono: la ricerca di specifici anticorpi nel sangue e una prova respiratoria per rilevare nell’aria espirata una particolare sostanza prodotta dal germe.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Reflusso acido (bruciore retrosternale)</strong><br />
Determinato dalla sensazione di acidità/bruciore in regione epigastrica alcune volte presente anche in ipofaringe.<br />
Fenomeni ripetuti di reflusso acido in esofago possono portare alla formazione di piccole erosioni della mucosa che a lungo andare possono provocare la trasformazione delle cellule della giunzione asofago-gastrica (esofago di Barrett).<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Digestione lenta/difficile</strong><br />
Anche questa sensazione può essere secondaria alla presenza di una gastrite o gastroduodenite per le quali è importante riuscire ad effettuare una diagnosi e, quindi, una terapia adeguata .<br />
E&#8217; per questo motivo che è uno dei sintomi per il  quale è più indicata l&#8217;esecuzione di una gastroscopia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h5 id="s_app_inf" style="text-align: justify;">Sintomi frequenti dell&#8217;apparato digerente inferiore</h5>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dolori addominali</strong><br />
<strong>In questa sezione intendiamo comunicare alcune informazioni per aiutare il paziente ad orientarsi meglio in uno dei sintomi più comuni, ma alcune volte più importante, di tutta la patologia addominale.</strong><br />
Il dolore addominale, sintomo alcune volte troppo poco considerato, specie quando di lieve entità, rappresenta sempre un evento pericoloso che può in ogni momento trasformarsi in una emergenza chirurgica quando intervengono importanti complicanze come ad esempio la peritonite, arrivando a mettere in alcuni casi anche a rischio la vita del paziente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8220;dolore addominale&#8221; viene classificato in base a:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Sede del dolore</li>
<li>Tipo di dolore</li>
<li>Gravità del dolore</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
SEDE DEL DOLORE </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La sede del dolore costituisce di solito il più importante ausilio diagnostico, perché ci orienta verso l&#8217;organo implicato nel processo patologico, anche se non sempre vi è corrispondenza tra la sede del dolore e quella del reale processo morboso. Il paziente può affermare, ad esempio, di avvertire il dolore in epigastrio, mentre l&#8217;organo interessato può essere il cuore, oppure un dolore alla spalla destra o interscapolare quando è la colecisti ad essere infiammata. Il dolore, infatti, si può anche irradiare; dopo aver interrogato il paziente, dunque, si passa all’esame obiettivo di solito si inizia a visitare il paziente in una zona non dolente dell&#8217;addome, per procedere quindi ad esplorare tutto l’addome, fino al punto in cui il paziente avverte più dolore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
TIPI DI DOLORE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il medico valuta il tipo di dolore che presenta il paziente, se cioè esso è a <strong>colica </strong>(gravissimo di tipo spastico, che va e viene), <strong>gravativo </strong>(per distensione gassosa enorme), <strong>terebrante </strong>(nelle sierositi, perforazioni di ulcere) o <strong>urente </strong>(per es. retrosternale da angina esofagea).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
GRAVITA’</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Occorre capire se si tratta di una banale colica come avviene ad esempio nella sindrome del colon irritabile o ancora in una semplice colica gassosa, oppure se si tratta di un cosiddetto addome acuto chirurgico, quando, cioè, ci si trova davanti alla necessità di un intervento chirurgico d’urgenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
RAPPORTI CON IL TEMPO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il dolore può essere periodico, cioè collegato ai pasti e dipendente da essi; nell’ulcera duodenale è un dolore cosiddetto &#8220;da fame dolorosa&#8221;, nel senso che si calma con la  classica assunzione del grissino; nell’ulcera gastrica si esacerba col pasto (a proposito, siamo sicura che non si tratti di un ulcera-cancro? Conviene sempre fare una gastroscopia al più presto nelle patologie gastriche ulcerative e sempre le biopsie!) Tenesmo è il dolore delle affezioni del retto di natura flogistica, come senso di peso. Il dolore persistente fa pensare ad aderenze, retrazioni su base cicatriziale, flogosi peritoneali, colecistiti, annessiti, disseminazioni carcinomatose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
RETTORRAGIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questo capitolo si intende dare solo alcune informazioni generali su un segno molto frequente. Si ricorda che è fondamentale in caso di rettorragia rivolgersi ad uno specialista o al proprio medico curante per informarlo dei sintomi.<br />
La rettorragia è definita come l&#8217;emissione di sangue dall&#8217;ano. La rettorragia è uno dei sintomi più comuni nella malattia emorroidaria, ma può essere spia di altre malattie più gravi come il tumore del colon-retto<br />
Analizzando le possibili fonti di sanguinamento, e le modalità d&#8217;insorgenza è possibile ipotizzare la causa.<br />
Se l&#8217;emorragia è presente a gocce e di colore rosso vivo, specie dopo la defecazione, il problema può probabilmente imputarsi alle emorroidi, se invece è presente sulla carta igienica o vi sono delle piccole strisce sulla carta si tratterà probabilmente di una ragade anale, episodi di diarrea e sangue fanno invece pensare ad una malattia infiammatoria dell&#8217;intestino come il morbo di Crohn o la Retto Colite Ulcerosa (RCU). Alcune volte la rettorragia non si accompagna alle feci, come avviene ad esempio in caso di una infiammazione diverticolare o nel caso di un&#8217;angio-displasia sanguinante, mentre nel caso della presenza di una massa tumorale il sangue e le feci saranno miste. Altro segno molto importante e frequente è il sangue che vernicia le feci, segno di patologia del canale anale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
METEORISMO INTESTINALE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La sensazione di pancia gonfia, associata a fastidio e talvolta a dolore, può indicare cattiva digestione o altre volte, più semplicemente la presenza di aria nel colon proveniente dalla fermentazione degli alimenti che abbiamo ingerito.<br />
Le condizioni che possono portare al meteorismo sono infatti numerose:<br />
Aumento dell&#8217;aria ingerita. Alla base di questa condizione esistono quasi sempre cattive abitudini igienico-alimentari (pasti frettolosi, parlare durante il pasto, masticazione di gomme, eccesso di bevande gassate, etc.).<strong><br />
Sindrome del colon irritabile</strong> e <strong>sindrome da contaminazione batterica dell&#8217;intestino tenue</strong> (vedi sotto) o altre condizioni patologiche del tratto gastroenterico.<br />
Bisogna dunque operare una distinzione tra alimenti che producono di per sé un&#8217;eccessiva quantità di gas ed alimenti normali che producono aria in eccesso soltanto perché arrivano in un intestino o in uno stomaco alterato. E&#8217; il caso ad esempio delle intolleranze alimentari come quelle, diffusissime, al lattosio o al glutine.<br />
Altre volte il meteorismo insorge a causa della scorretta associazione, nello stesso pasto, degli alimenti o a cattive abitudini alimentari.<br />
I microrganismi che popolano il colon possono aumentare andando a contaminare l&#8217;intestino tenue dove accelerano i fenomeni putrefattivi e fermentativi. I risultati di questi processi sono il gonfiore addominale (quello che in termini medici viene chiamato meteorismo) e la comparsa di disturbi dell&#8217;alvo (diarrea alternata a stitichezza).<br />
Per questo motivo molto spesso la nostra pancia si gonfia quando assumiamo carboidrati e soprattutto dolci in eccesso.<br />
Le diete iperproteiche, molto di moda in questi ultimi anni, sono gradite ed efficaci proprio perché limitano l&#8217;attività di questa flora fermentante riducendo la percentuale di carboidrati nella dieta.<br />
Oggi esistono degli esami molto semplici chiamati breath test che possono diagnosticare la presenza di un&#8217;anomala crescita batterica nell&#8217;intestino tenue. Il più comune di questi esami si chiama breath test al glucosio: il paziente viene invitato ad assumere una certa quantità di questo zucchero e viene poi registrata la concentrazione di idrogeno nell&#8217;aria ad intervalli di tempo prestabiliti.<br />
La composizione dell&#8217;ecoflora intestinale è dunque molto importante ed in presenza di pancia gonfia e meteorismo occorre andare a riequilibrala tramite strategie dietetiche e terapeutiche.<br />
Le lesioni più superficiali possono anche guarire spontaneamente nel giro di pochi giorni. Se così non fosse il primo approccio alla patologia prevede il ricorso a integratori di fibre e blandi lassativi, accompagnati da abbondanti quantità d&#8217;acqua. Il ricorso a questi supplementi dietetici deve, ovviamente, essere prescritto e concordato con il medico. In ogni caso, è bene iniziare la terapia con cauta gradualità, per evitare che un eccessivo effetto lassativo si traduca in diarrea, peggiorando il problema.<br />
Bagni tiepidi e pomate anestetiche hanno invece lo scopo di tenere sotto controllo il dolore e favorire l&#8217;allentamento dello sfintere anale interno. I lavaggi con acqua calda, pur essendo efficaci nel ridurre lo spasmo sfinteriale, danno un sollievo soltanto momentaneo e devono pertanto essere ripetuti con una certa frequenza.<br />
Qualora lo sfintere anale interno rimanesse pesantemente contratto, il medico può consigliare il ricorso ai dilatatori anali. In molti casi il loro utilizzo regolare consente infatti un lento recupero dell&#8217;elasticità sfinteriale. Qualsiasi sia la reale entità del disturbo, la regolarizzazione dell&#8217;intestino è sempre e comunque un fattore essenziale per favorire la guarigione delle ragadi anali.<br />
Talvolta questo approccio &#8220;soft&#8221; non è sufficiente per risolvere il problema e, dopo fasi di temporaneo miglioramento, i sintomi tendono a ripresentarsi. In caso di ragadi croniche spesso si intraprende la soluzione chirurgica, basata sulla parziale resezione dello sfintere anale interno, oppure sulla cosiddetta anuloplastica. Quest&#8217;ultima tecnica chirurgica si basa sul riporto in loco di lembi di pelle prelevati altrove, con il fine di ricoprire l&#8217;area lesionata.<br />
Si ricorda sempre, che la diagnosi di sanguinamento da ragade anale deve essere sempre accertata escludendo la presenza di lesioni del retto, mediante rettoscopia o colonscopia e comunque sempre fatta da uno specialista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
STIPSI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La stitichezza è un problema piuttosto diffuso, che riconosce molteplici soluzioni comportamentali e terapeutiche. In base alla gravità dei problemi di stitichezza, ogni approccio razionale prevede un percorso terapeutico composto da vari step, che partono da semplici interventi comportamentali per arrivare, nel caso di fallimento dei precedenti, a vere e proprie terapie farmacologiche.<br />
Si definisce, con il termine di stipsi, il rallentamento della progressione del contenuto del colon, sino alla sua espulsione attraverso lo svuotamento dell&#8217;ampolla rettale mediante l&#8217;evacuazione. In realtà esistono due forme di stipsi: la stipsi da propulsione, comunemente definita &#8220;stitichezza&#8221;, legata effettivamente al rallentato transito, ed una stipsi da espulsione, tecnicamente definita da &#8220;out-flow&#8221;. In questo secondo caso la difficoltà del Paziente consiste nella incapacità parziale o totale alla evacuazione. La sintomatologia, essenzialmente, consiste nella incapacità alla espulsione quotidiana dei residui della digestione degli alimenti, mediante lo svuotamento dell&#8217;ampolla rettale.<br />
Allorché questa funzione fisiologica viene espletata con una frequenza minore (una volta a settimana od anche ogni 10-12 giorni) si parla di stipsi ostinata.<br />
Oltre alla incapacità alla evacuazione, il corredo sintomatologico è caratterizzato da: digestione lenta, sensazione di ingombro addominale, gonfiore addominale, facile affaticabilità sino al malessere generale ed alla irritabilità dell&#8217;umore.<br />
Nei casi di stipsi ostinata, inoltre, l&#8217;evacuazione è spesso, necessariamente, indotta dall&#8217;uso di colagoghi (lassativi),  assunti per via orale (sciroppi, fitoterapici di erboristeria etc.), emollienti assunti per via trans rettale (glicerina in supposte, mini clip evacuativi etc.), ovvero necessità di utilizzare manovre di svuotamento manuale dell&#8217;ampolla rettale. Una corretta diagnosi di stipsi deve necessariamente consentire la distinzione tra stipsi da propulsione e stipsi da out-flow.<br />
Le indagini diagnostiche devono inoltre escludere la presenza di malattie del colon che ostruiscano il lume del viscere ed impediscano il transito dei residui della digestione.<br />
Sostanzialmente devono essere eseguiti:<br />
&#8211; lo studio endoscopico del colon, per escludere, come detto, le patologie ostruttive (polipi voluminosi o tumori del colon, presenza di ragadi anali);<br />
&#8211; lo studio radiografico dei &#8220;tempi di transito&#8221;, si tratta di un esame radiografico eseguito in due sedute successive, dopo l&#8217;ingestione di &#8220;markers&#8221; radiopachi (piccoli pallini in gomma) che commisti ai residui della digestione, percorrono tutto il colon sino alla espulsione.<br />
Sostanzialmente è necessario far sì che il colon elimini il suo contenuto al massimo ogni 2 giorni.<br />
E&#8217; pertanto da considerarsi fisiologica una frequenza delle evacuazione di una volta ogni due massimo tre giorni (tre od al massimo due evacuazioni settimanali).<br />
Grande importanza deve essere data alla idratazione del contenuto intestinale; in linea di massima il nostro organismo, fisiologicamente, necessita di almeno due litri di liquidi da assumere ogni giorno.<br />
Quando ne assumiamo, regolarmente, una quantità inferiore, l&#8217;organismo recupera l&#8217;acqua riducendo la produzione di urina e/o aumentando il riassorbimento dell&#8217;acqua dal contenuto del colon; in questo caso i residui della digestione diverranno maggiormente aridi, rendendo la loro espulsione più lenta e difficoltosa.<br />
Pertanto, spesso, è sufficiente bere un maggiore quantitativo di liquidi ed aumentare il contenuto di fibre della dieta, per migliorare nettamente la stipsi.<br />
Se l&#8217;aumento dell&#8217;introduzione di liquidi e fibre non è sufficiente a regolarizzare l&#8217;intestino, sarà necessario ricorrere alla terapia framacologica.<br />
I farmaci comunemente utilizzati hanno azioni diverse: possono ridurre l&#8217;assorbimento dell&#8217;acqua consentendo una maggiore idratazione del contenuto del colon, possono agire stimolando la motilità della muscolatura del colon, oppure, infine, bloccare l&#8217;inibizione alla motilità, ovvero, bloccare gli effetti del &#8220;brain-gut axis&#8221;.<br />
Peraltro, l&#8217;uso prolungato negli anni dei farmaci, provoca assuefazione agli stessi, con progressiva ridotta efficacia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rimedio naturale contro la stitichezza</strong>: non rimandare l&#8217;atto della defecazione.<br />
Perché: tale comportamento rischia di inibire gli stimoli allo svuotamento del retto, al sopraggiungere dello stimolo cercare di recarsi al bagno il prima possibile, appena le condizioni sociali lo permettono.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altro rimedio naturale contro la stitichezza</strong>: evitare sforzi eccessivi durante la defecazione.<br />
Perché: tale comportamento rischia di far perdere la normale coordinazione tra i meccanismi fisiologici coinvolti nella defecazione: contrazione dell&#8217;ampolla rettale, contrazione dei muscoli del pavimento pelvico e rilassamento dello sfintere anale interno (involontario) e di quello esterno (volontario). Sforzi eccessivi durante la defecazione predispongono anche alla comparsa delle emorroidi, e risultano potenzialmente pericolosi per le persone che soffrono di disturbi cardiovascolari (molto comuni nell&#8217;età anziana).<br />
Come e quando: al sopraggiungere dello stimolo cercare di recarsi al bagno il prima possibile, appena le condizioni sociali lo consentono; è importante ottenere un&#8217;evacuazione naturale attendendo lo stimolo senza sforzi eccessivi, magari rilassandosi con un giornale; la posizione migliore è quella acquattata (alla turca), in cui l&#8217;addome viene naturalmente compresso contro le cosce (un rimedio utile in presenza di stitichezza è quello di porre un rialzo sotto i piedi in prossimità del wc).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/sintomi-frequenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tumori dello stomaco</title>
		<link>https://www.endoscopiaroma.it/tumori-dello-stomaco/</link>
		<comments>https://www.endoscopiaroma.it/tumori-dello-stomaco/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 21:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Riso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Patologie dell'apparato digerente superiore]]></category>
		<category><![CDATA[alcool]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
		<category><![CDATA[Helicobacter Pylori]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni]]></category>
		<category><![CDATA[stomaco]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.endoscopiaroma.it/?p=146</guid>
		<description><![CDATA[Il tumore gastrico è la quinta causa al mondo di morte per cancro. Fattori predisponenti sono: dietetici: dieta ricca di carne e/o cibi conservati, (contenenti nitrati e/o sale o affumicati) e povera di vegetali e vitamine A e C; abitudini voluttuarie (fumo di sigaretta ed abuso di alcoolici); infezioni gastriche croniche; l’Helicobacter Pylori , che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333">Il <strong>tumore gastrico</strong> è la quinta causa al mondo di morte per cancro.</span><br />
<span id="more-146"></span>Fattori predisponenti sono:</p>
<ul>
<li><span style="color: #333333"><strong>dietetici</strong>: dieta ricca di carne e/o cibi conservati, (contenenti nitrati e/o sale o affumicati) e povera di vegetali e vitamine A e C;</span></li>
<li><span style="color: #333333"><strong>abitudini voluttuarie</strong> (fumo di sigaretta ed abuso di alcoolici);</span></li>
<li><span style="color: #333333"><strong>infezioni gastriche croniche</strong>;</span></li>
<li><span style="color: #333333">l’<strong>Helicobacter Pylori</strong> , che ha azione sia di diminuzione sia del pH gastrico sia oncogenica diretta, tramite tossine appositamente prodotte.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Il carcinoma dello stomaco è uno dei tumori maligni più  frequenti:  anche se la sua incidenza è in progressiva diminuzione in tutti i  paesi  industrializzati, esso rappresenta ancora la seconda causa più comune  di  morte per tumore nel mondo, ed il 30% delle morti oncologiche. è  piuttosto raro  che il tumore allo stomaco colpisca soggetti con meno di  40 anni (solo il 5% di tutti i casi) e  la frequenza della malattia  aumenta nelle età successive, raggiungendo l&#8217;incidenza  più alta intorno  ai 70 anni; vengono colpiti  più  uomini che donne.  	La  maggior parte dei tumori gastrici origina nell&#8217; ultima porzione dello stomaco (antro-piloro),  anche se, negli ultimi anni, stanno prendendo sempre più piede tumori che  originano nelle prime porzioni dello stomaco (cardias).</p>
<p style="text-align: justify">Il tumore allo stomaco può decorrere per lungo tempo  asintomatico o con  sintomatologia lieve, così da ostacolare spesso la  possibilità di una  diagnosi tempestiva; è calcolato (mediamente) in 68 mesi il tempo  che  intercorre tra la comparsa dei primi sintomi e la prima osservazione da  parte  del medico. Nella maggior parte dei casi i primi sintomi sono  rappresentati da disturbi  digestivi: vago senso di fastidio e di  ripienezza in epigastrio (la regione  dell&#8217;addome subito sotto lo  sterno), dolore riferito come &#8220;bruciore di stomaco&#8221;, che non si risolve con i farmaci, rigurgiti di  cibo e di materiale acido, eruttazioni, digestione prolungata, nausea e vomito;   in circa il 25% dei casi i sintomi iniziali possono simulare  un&#8217;ulcera, con  tipico dolore che si accentua con i pasti. Altre volte,  in assenza di qualsiasi  sintomatologia a carico dell&#8217;apparato digerente i sintomi iniziali sono di  ordine generale: facile affaticamento, perdita di peso, anoressia  (mancanza di appetito) generica o più specifica per un determinato alimento (soprattutto  la carne), perdita di desiderio del fumo. Alcune volte è  meno  frequente, ma a volte succede, che l&#8217;esordio sia rappresentato da un   emorragia con sangue emesso con il vomito o presente nelle feci. Talvolta,  precedendo anche di molti mesi qualsiasi altro sintomo, l&#8217;esordio è rappresentato  dall&#8217;anemia (carenza di ferro).</p>
<p>La <strong><em>gastroscopia</em> </strong>è, comunque,  la tecnica fondamentale per la diagnosi delle neoplasie gastriche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.endoscopiaroma.it/tumori-dello-stomaco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
